IL BARBO
(Barbus plebejus) Famiglia Ciprinidi Ordine Cipriniformi
DENOMINAZIONI EUROPEE
Inglese barbel,
italian barbel
Francese barbeau, barbeau italien
Tedesco Barbe
Russo obyknovènnyj usàtyj
Spagnolo barbo
Greco brana, moustacata
Olandese barbeel
DENOMINAZIONI DIALETTALI ITALIANE
Lombardia barb, balb, barbe, barbi, bargio, coilbo, ungares, sbarbi
Veneto barbio, barbi, barbol, verù
Emilia belber
Liguria sbarbel
Italia centrale sbalbo, barso
Sicilia barbitta de sciumi, varbuni, carpiuni
Descrizione: il corpo slanciato e robusto è ricoperto da squame piccole e picchiettato da piccoli puntini neri. La testa è tozza e sulle labbra sono evidenti quattro barbigli; sia il labbro superiore sia quello inferiore sono spessi e callosi per l’abitudine che ha questo pesce di grufolare tra i sassi del fondo. La livrea è verdastra sul dorso, a volte tendente al bruno grigio,giallastra sui fianchi e argentea sul ventre. La coda è forcuta e la pinna anale arancione. Il barbo comune è di indole molto socievole.
Lunghezza: 60 cm.
Peso: 4 kg.
Regime alimentare: il barbo comune si nutre di molluschi, larve di insetti, crostacei ma anche di sostanze vegetali e ricerca il cibo con il muso robusto e calloso.
Range ottimale di temperatura: da 7,5° a 17,5°.
Periodo di riproduzione: da aprile a giugno.
Periodo di pesca: tutto l’anno. In inverno le maggiori possibilità di successo si hanno cercando il barbo comune in acque profonde.
DOVE SI PESCA
Anche se è possibile allamare grossi esemplari nelle acque lacustri o a lento decorso, l’habitat prediletto del barbo sono le forti correnti dei fiumi dove il fondo è costituito da grossi ciottoli oppure i fondali limacciosi. Sono ottime per la pesca le zone ricche di radici e di piante sommerse o le rive protette da prismate e gli avvallamenti a valle dei piloni dei ponti. Il barbo staziona spesso contro corrente con il ventre appoggiato sul fondo e grufola continuamente tra i sassi alla perenne ricerca di cibo.
QUANDO SI PESCA
È possibile insidiare il barbo comune tutto l’anno ma i giorni più proficui iniziano da aprile in avanti; nelle acque veloci abbocca più facilmente quando la stagione è calda. In primavera inoltrata, in estate e subito dopo il periodo della riproduzione è possibile insidiarlo con successo anche nei laghi.
Naturalmente le ore più proficue per la pesca sono quelle dell’ alba e del tramonto nella bella stagione e in inverno il periodo centrale della giornata.
COME SI PESCA Esche naturali
*Canne. Rigide ad azione parabolica, lunghe dai 7 ai lO m quelle fisse e dai 6 ai 7 m quelle provviste di mulinello.
*Mulinello. A bobina fissa in grado di contenere una scorta di almeno 100 m di nylon.
*Monofilo. Affidabile, di diametro compreso tra lo 0,12 e lo 0,16.
*Finali. Lunghi 20/25 cm, con un diametro mai inferiore allo 0,12.
*Piombatura. Il barbo è un pesce da cercare lungo il filo della corrente: la zavorra dovrà essere concentrata appena sopra il terminale e dovrà essere costituita da pallini sferici e torpille.
*Ami. Dal n. lO al 16 a gambo lungo.
*Esche. 1. La larva di mosca carnaria sarebbe l’esca più efficace ma in Friuli Venezia Giulia è severamente vietata. 2. La pastella a base di formaggio è indicata preferibilmente nei mesi invernali in acque lente e profonde ed è da innescare su ami con punta conica leggermente rientrante del n. lO. 3. Il lombrico, ottimo quello di fango, è utilizzato tutto l’anno ed è da innescare su ami dal n. lO al 14. 4. Il gamberetto è un’ esca efficacissima nel periodo invernale ed è da innescare su ami del n. lO. 5. Le larve di tipula sono da utilizzare nella tarda primavera e a volte anche in acqua ferma; sono da innescare su ami dal n. lO al 14.
Note. Il barbo è tra i pesci che danno le maggiori soddisfazioni poiché, una volta allamato, la sua resistenza è costante fino alla fase di salpaggio. È indispensabile un’accurata e abbondante pasturazione per richiamare il pesce sul luogo di pesca.