IL LOMBRICO Il verme è da sempre l’esca più classica per la trota.Con il termine generico “verme” indichiamo svariati tipi di lombrichi che possono avere spesso impieghi differenti. Noi parleremo dei tre tipi più importanti ed usati nella pesca al tocco in torrente : verme di terra, di letame e d’allevamento.
Incominciamo con il verme di terra : è il tipico lombrico che si trova nei prati, è molto grosso e lungo di colore rosa tendente al grigio, di solito se ne innesca solo metà, la parte più tozza per realizzare inneschi rotanti molto validi soprattutto per la trota fario d’immissione. Va innescato sull’amo infilandolo dalla testa (la parte più scura) per poi farlo fuoriuscire a circa un terzo della lunghezza, in caso sia troppo lungo tagliatelo due centimetro sotto l’amo.Il verme di terra del tipo medio, può funzionare egregiamente anche con la trota iridea.Entrambi possono essere usati anche per la fario selvatica, soprattutto in primavera e durante l’aumento del livello dell’acqua a causa di un temporale in cui si ha un effetto di pasturazione naturale dovuto all’erosione delle sponde.In questo caso però il verme va innescato intero in modo naturale senza la rotazione.Per pescare le trote d’immissione con il verme da terra non abbiate paura ad usare ami molto grossi (rendono facile l’innesco e la rotazione) con gambo lungo, del n.2 o del n.4 ; invece per le trote selvatiche bisogna sempre usare ami più piccoli, gambo lungo del n.6 o del n.7 o se preferite ancora più piccoli.
Il verme di letame, in realtà è un mini lombrico che vive nel letame. Piccolo e sottile, è di colore rosso con riflessi verde-argento. Viene usato in acque limpide per la pesca alle trote selvatiche. Bisogna innescarlo in modo che non ci sia la rotazione, deve essere utilizzato su una montatura come la corona che lo faccia lavorare nel modo più naturale possibile. Risultano più adescanti quelli prelevati da un letamaio vecchio perché sono meno acidi, attenzione ad innescarli sull’amo perché può fuoriuscire il liquido interno che é molto sgradevole.Va innescato singolo o in coppia su ami del n.7 o del 10, a gambo lungo.
Il verme d’allevamento è il più utilizzato per le sue particolari caratteristiche.Di colore rosso tendente al bruno, è una ottima esca per le sue dimensioni. Di diametro sui sei millimetri, una volta innescato tende ad allungarsi di meno a differenza dei suoi simili, per questa caratteristica durante la rotazione è molto più stabile e tiene bene anche le correnti più forti.Viene utilizzato principalmente nelle gare per la pesca alle trote fario d’immissione, è facilmente reperibile nei negozi di pesca, conservato in scatoline di plastica tra terriccio umido e scarti di caffè.Deve essere innescato su ami del n.2 o del n.4 come per il verme di terra.
Un’altra ottima esca per le trote selvatiche è il verme d’acqua o di fango, si può raccogliere direttamente presso le sponde torbose inzuppate d’acqua. Di colore rosato, molto sottile e fragile richiede ami piccoli del n.9 o del 10. E’ meno utilizzato a differenza degli altri vermi a causa della sua delicatezza e inconsistenza.
LA CAMOLA DEL MIELE La camola del miele è la larva di una farfalla che depone le uova negli alveari e che subito dopo la schiusa si nutre del miele (da cui trae il nome) e della cera dei favi.Ne esistono di due tipi : quella piccola di colore giallo con sfumature grigie è reperibile in tutti i negozi di pesca, tenuta viva in scatoline di plastica contenenti appositi dischetti o strisce di cartone a struttura alveare.Deve essere innescata da sola su un amo sottile a gambo corto del n.8 o 9.
Viene utilizzata in particolare per la pesca alle trote selvatica. Emette dei filamenti con cui si costruisce un bozzolo. L’altro tipo di camola del miele è più grande, di colore giallo tendente al bianco, non emette filamenti.Leggermente più difficile da trovare in commercio, è conservata fra trucioli di legno.
La camola del miele, è un’esca valida soprattutto per gli inneschi rotanti destinati alle trote d’immissione,può essere usata da sola o in coppia in modo che giri perfettamente, oppure assieme ad altre esche come il verme o il caimano. E’ ottima anche in estate quando l’acqua è bassa e le trote rifiutano qualsiasi esca, provate ad utilizzare una montatura leggerissima con un finale del 0,12 e innescate su un piccolo amo una camola.Procedete con delle passate leggere e naturali il più possibile, quando sentite l’abboccata date uno strappo deciso ma non troppo forte perché si potrebbe rompere il filo, se farete tutto perfettamente vedrete che anche in periodi in cui la trota pensa a tutto meno che mangiare, potrete catturare qualche bel pesce.La camola del miele va innescata su ami a filo sottile dal n.6 al n.8 a seconda che se ne usi una sola o in coppia. Generalmente è un’esca preferita più dall’iridea che dalla fario.
IL PORTASASSI Il portasassi è la larva di friganea, si tratta di una piccola “camola” acquatica di colore giallo che si costruisce intorno all’addome una corazza, costituita da granelli di sabbia o pezzettini di legno.E’ molto facile da trovare, basta cercare sotto i ciottoli o i sassi posti in acqua tranquilla ai margini dei torrenti.
Il portasassi viene utilizzato esclusivamente per le trote selvatiche presentandolo sgusciato e innescato su un amo a filo sottile del n.8. Essendo un’esca di cui la trota si ciba giornalmente la sua efficacia è scontata se innescato ed utilizzato in modo corretto. Effettuate una passata il più naturale possibile con una montatura leggerissima e un finale fine. Molti pescatori, spesso gli staccano la testa e il filetto trasparente, per evitare che il corpo annerisca una volta che è stato infilato sull’amo. Va conservato per qualche giorno in scatoline contenenti acqua.
IL PESCIOLINO Il pesciolino è da sempre l’esca migliore per la pesca in torrente, vivo o morto che sia, è tanto redditizio da essere proibito in molte acque da trota.Si tratta di un’esca valida sia per le trote selvatiche sia per quelle d’immissione.La sua resa è ottima sia nel periodo che segue l’apertura sulle trote rese apatiche dalle basse temperature,sia nelle battute di chiusura, quando le trote divengono particolarmente aggressive e prediligono esche sostanziose in previsione del freddo. Va innescato facendo passare l’amo attraverso gli occhi per poi attaccarlo sotto la pinna dorsale, questo metodo è valido perché è più facile allamare la trota, ma allo stesso tempo è anche molto fragile. Un altro metodo, più solido, è quello di infilare l’amo dalla bocca per poi farlo fuoriuscire dalla coda, la rotazione in questo caso è migliore però le probabilità che la trota si slami sono maggiori.
I pesciolini, normalmente Triotti ed alborelle, devono essere pescati nelle grosse e profonde buche di fondo valle, la misura migliore è dai 4 agli 8 centimetri.
Se non avete voglia di perdere del tempo a pescare dei pesciolini che oltretutto, spesso dopo non più di cinque minuti muoiono, ci sono dei negozi di pesca che li vendono vivi tenuti in appositi acquari che li mantengono sani. Attenzione, ricordatevi di cambiare spesso l’acqua per mantenerla il più fredda possibile perché c’è il rischio che quando è il momento di pescare non ci sia più un pesciolino vivo o almeno cercate di conservarli il più lungo possibile prima che si sfaldino (in estate basta un’ora).In mancanza di pesciolini vivi (da uccidere al momento), funziona egregiamente l’alborella conservata in barattolo, è meglio averla sempre con se, potrebbe essere utile a risolvere anche le giornate più negative.Il pesciolino deve essere innescato su un amo del n.4 a gambo lungo con la curva rotonda per facilitare l’innesco, deve essere recuperato a strappi contro corrente in modo che ruoti il più possibile facendolo passare vicino ai sassi o tronchi, oppure ai lati delle correnti più impetuose.Dato che in corrente è molto visibile, quando vedete che la trota lo sta per attaccare, non fatevi prendere dal panico, lasciate che la trota mangi tranquillamente, appena siete sicuri che l’ ha interamente ingoiato, date uno strappo deciso e forte perché l’amo deve rompere il pesciolino e infilarsi nella bocca della trota.Dato che con questa esca si usano ami e fili (dal 0,16 al 0,22) grossi, se avete intenzione di tenere la trota, non fatela girare troppo, strappatela pure fuori dall’acqua con decisione. Il pesciolino è un’ottima esca per tutte le trote, ma per la marmorata si può dire che è micidiale dato che con questa trota dividono gli stessi ambienti.