Il gambero d’acqua dolce Austropotamobius pallipes vive in piccoli corsi d’acqua di pianura e collinari fino a circa 800 metri di quota. È fondamentalmente un animale solitario con tendenze territoriali più accentuate nei maschi soprattutto nel periodo riproduttivo. Per il resto del tempo tende a ignorare i propri simili anche se non di rado, nel periodo della muta, si verificano episodi di cannibalismo. La varietà di siti adatti a costituire rifugio per i periodi di riposo va da tronchi e ceppi sommersi, a banchi di macrofite, lettiere di foglie e rami, anfratti rocciosi, ecc. Quando è possibile scava tane lungo le rive del corpo idrico. L’alimentazione è molto varia e può essere costituita da sostanze vegetali (semi, macrofite) o animali (artropodi, animali in decomposizione).
La fase forse più delicata nella vita di questi animali è rappresentata dalla MUTA durante la quale ricambia completamente la sua corazza esterna (esoscheletro) subendo nel contempo un accrescimento corporeo. La muta si verifica con frequenza variabile in rapporto allo stato di salute, all’età e al ritmo di accrescimento (individui giovani, che crescono più rapidamente, mutano con frequenza più elevata). Durante il periodo di muta i gamberi sono particolarmente vulnerabili e si ritirano in luoghi protetti.
La maturità sessuale di norma viene raggiunta al terzo anno. L’accoppiamento avviene nei mesi autunnali, I maschi “corteggiano” più femmine in modo piuttosto violento e possono giungere a mutilare o addirittura uccidere la femmina reticente ad accoppiarsi. Le uova fecondate aderiscono all’addome della femmina dove si trovano delle appendici chiamate pleopodi; questa le proteggerà per alcuni mesi, fino alla schiusa durante la primavera successiva. Dopo aver abbandonato la madre i giovani gamberi affrontano un periodo difficile; i primi mesi di vita sono i più problematici e fanno registrare i tassi di mortalità più elevati. Se riesce a superare questa prima fase critica e a superare le successive minacce, un gambero può raggiungere l’età di 10 15 anni; se particolarmente abile o fortunato può raggiungere addirittura la veneranda età di 20 anni.
Una delle principali minacce che rendono incerto il futuro di questa specie è la presenza di specie esotiche nei suoi areali di distribuzione. In molte aree della Pianura Padana ed in particolare in Lombardia sono attualmente presenti almeno due specie esotiche: Procambarus clarkii (Gambero Rosso delle paludi della Louisiana) e Orconectes limosus (gambero americano). Queste specie sono più robuste rispetto alla specie autoctona, in particolare riguardo alla scarsità d’acqua. Le secche dei corsi d’acqua in cui vive Austrapotamobius pallipes sono letali per questa specie, mentre non lo sono per quelle esotiche che possono sopravvivere interrate nel fango.
Un’altra minaccia che incombe su questa specie è una malattia denominata peste del gambero, causata dal fungo Aphanomyces astaci responsabile della scomparsa della specie in vaste zone europee. Le specie di gambero esotiche sono ulteriormente pericolose in quanto contribuiscono alla diffusione di questa micosi.
Oltre che dalla presenza delle già citate specie alloctone, la presenza di gamberi risulta minacciata da vari fattori tra cui:
- inquinamento di tipo organico che produce alterazioni nelle comunità macrobentoniche, modifica il substrato dei corsi d’acqua rendendolo anossico e accentuando i fenomeni di accumulo dei limi. Le alterazioni dovute al degrado ambientale sono considerate uno dei principale fattori implicati nel declino di Austropotamobius pallipes.
- inquinamento da metalli pesanti e da antiparassitari. I gamberi d’acqua dolce sono particolarmente sensibili ad alcuni ioni metallici di rame, zinco e cromo. Sono anche particolarmente vulnerabili all’azione di molecole a base di piretro utilizzate comunemente come antiparassitari in agricoltura.